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Intervista a RICCARDO REDAELLI direttore di RB fineart, Milano
Mentre Fabio Castelli, direttore di MIA Fair, insieme a Gianluigi Ricuperati, cross disciplinary curator, Anna Boccaccio, responsabile Relazioni Istituzionali di BNL Gruppo BNP Paribas e l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno sono impegnati nella conferenza stampa che, alle 12.00 di oggi presso la sala Conferenze di Palazzo Reale, ufficializza il programma della quinta edizione, continua la nostra ricognizione tra gallerie presenti negli spazi di The Mall dall’11 al 13 aprile prossimo. Ormai sappiamo che saranno 145 tra italiane e straniere, noi ne abbiamo selezionate una quindicina per un breve viaggio nel mondo delle immagini toccando aspetti teorici, pratici e di mercato.
Questa volta incontriamo Riccardo Redaelli titolare di RBfineart galleria milanese nel cuore di Brera, in Foro Bonaparte 46, posta tra due simboli di Milano, il Castello Sforzesco e il Teatro Strehler.
RB indica le iniziali del cognome di Riccardo (Redaelli) e Alessandra (Barlassina) che insieme hanno dato il via, nel 2011, ad una galleria che spazia nell’arte antica, moderna e contemporanea. Dal 2014 al timone resta solo Redaelli con un passato da collezionista e con larga esperienza nel mondo delle aste.
Nella “sezione” contemporary della galleria si rivela l’attenzione per gli artisti giovani con un focus sulla fotografia…
Nell’intervista a Riccardo Redaelli il suo punto di vista sul concetto di “immagine”, sullo “stato” del mercato in Italia e qualche anticipazione su quali artisti vederemo a MIA fair.
Il successo e la diffusione del termine “immagine” rispetto a “fotografia”. Tra la crisi del fotografo come “mestiere” e la richiesta del collezionista di produzioni fine art… Quale il ruolo della galleria?
La parola “Immagine” ha un senso lato, racchiude in sé una vasta quantità di sotto-categorie, tra queste vi è anche la fotografia, ma quest’ultima è caratterizzata da peculiarità estetiche e tecniche proprie: è un linguaggio autonomo. Il ruolo della galleria è quello di intercettare le nuove tendenze artistiche in ambito fotografico per valorizzare i progetti di ricerca e spingere il lavoro del fotografo come artista.
Oggi centinaia di milioni di fotografie viaggiano su Facebook e sugli altri social. Come distinguerle? Cosa rende le immagini diverse tra loro e, soprattutto, come possiamo stabilirne il valore?
La pratica di pubblicare le proprie foto su social network corrisponde, sotto alcuni punti di vista, alla vecchia usanza di raccogliere fotografie in album di famiglia o di viaggio: si tratta di una raccolta di ricordi, un tipo di fotografia amatoriale, personale e diaristica. Al di là della mera bellezza di una fotografia, quello che conta è il pensiero portante che sta dietro all’immagine stessa. Per giudicare quindi il valore artistico diventa fondamentale analizzare l’ossatura concettuale di un progetto, unita ad una ricerca estetica e tecnica adeguata.
Il ruolo della fotografia nel mercato. Come resiste all’attuale crisi e, secondo voi, grazie a quali caratteristiche?
Il mercato della fotografia in Italia è ancora in fase di formazione e radicalizzazione e deve assolutamente trovare il suo spazio all’interno di un mercato già ben consolidato come quello dell’arte moderna e contemporanea. In realtà, credo che, al di là della crisi, qui non si tratti di resistere ma si tratta semplicemente di creare qualcosa che prima, in Italia, al contrario di altri paesi, quasi non esisteva. Per quanto mi riguarda cerco di proporre artisti giovani o cosiddetti “mid-career” con un progetto artistico ben definito e assolutamente di qualità, caratteristiche fondamentali per poter emergere ed attrarre gli sguardi dei collezionisti più attenti ed esigenti.
Qual è stata la prima fotografia ad entrare nella vostra galleria?
Da sempre colleziono opere per passione, una delle prime fotografie è stata un ritratto di Piero Manzoni di Ugo Mulas nel 1958. Ciò che mi ha colpito è stata l’espressione di ironica sfida che Mulas ha colto nel volto di Manzoni, da quel momento mi sono appassionato alla fotografia, un tecnica che riesce a cogliere e definire l’essenza di cose e persone.
Chi avete scelto di portare a MIA 2015?
Un progetto chiamato Terra in cui quattro differenti artisti contemporanei della galleria: Amelia Bauer, Andrea Boyer, Massimiliano Gatti e Takeshi Shikama, diversi per origine, percorso ed età, interpretano lo stretto legame tra l’uomo e la terra attraverso la loro personale prospettiva.
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RBfineart / RBcontemporary
Foro Bonaparte 46, Milano
Info: +39 02 875785
info@rbfineart.it
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