SAN GIMIGNANO (SI) | Galleria Continua | 13 maggio – 28 agosto 2017
di FRANCESCA DE FILIPPI
Fino al 28 agosto, nella suggestiva cornice della storica “Città delle Torri” incastonata tra i colli senesi dell’Alta Val d’Elsa, è visitabile un percorso mostra che consta di tre diverse location degli spazi della Galleria Continua che ospitano altrettanti artisti internazionali di cui uno in anteprima assoluta in Italia: Alejandro Campins con la sua Declaración Pública.
Cubano, classe 1981, Campins presenta una selezione di dipinti, iniziata nel 2015, dedicati agli anfiteatri costruiti a Cuba dopo la Rivoluzione, che avevano la funzione politica di diffondere il pensiero ufficiale della Repubblica Socialista a partito unico di Castro. Nel presente quegli anfiteatri sono diventati dei non luoghi, strutture spesso in abbandono che riecheggiano di un passato grandioso di cui se ne percepiscono solo gli echi sommessi e ombrosi. Scuri come le tele dell’artista, che sospende queste costruzioni in una dimensione ottenebrata e onirica, priva di punti di riferimento, come sospesa tra passato, presente e futuro. Un rimando anche al rapporto tra uomo e natura, in cui il primo invade spesso senza criterio il suo habitat, che però per sua stessa immanenza, è sempre pronto a riconquistare il “mal tolto”.
Molto interessante l’intervento fatto da Campins nella nicchia dell’Arco dei Becci: un affresco rappresentante la scalinata di un teatro, ispirata nei colori, le atmosfere, i paesaggi e soprattutto nella prospettiva, all’arte giottesca. In seconda battuta la mostra di Subodh Gupta, ispirata al poeta indiano Kabir di cui il titolo, In This Vessel Lies The Philosopher’s Stone, è un’esplicita citazione.
Un progetto in cui l’artista ha voluto dare risalto agli aspetti più metafisici ed alchemici dell’esistenza, attraverso opere diversificate che dalla scultura passano per le istallazioni di varie dimensioni, fino a delicati acquerelli. Una produzione che spesso gioca con i contrasti tra i materiali, le forme e gli ambienti destinati all’esposizione, che coinvolgono lo spettatore in un viaggio introspettivo e immaginifico.
Chiari, come sempre, i riferimenti simbolici alla cultura indiana, ma con quel guizzo di globalità che trascina le emotività e i sensi. Molto coinvolgente, a chiusura del percorso situato nella parte alta di un palazzo storico prospiciente Piazza della Cisterna, l’opera Long Now, una vera e propria quadratura del cerchio all’interno di questo viaggio introspettivo di Gupta.
Ultimo, ma non per importanza, il progetto Co-Ordinate di Antony Gormley, che ha realizzato una serie di sculture e di istallazioni ambientali in cui il corpo non è più mero oggetto ma diventa il luogo dell’esperienza, della percezione e di una sensorialità spiazzata rispetto alle convenzioni e aperta a nuove derive.
Usando la propria sagoma come soggetto, l’artista ha realizzato una serie di sculture antropomorfe allestite in connessione con gli spazi della galleria, che così come sottolineato nel titolo della mostra, svelino il meccanismo di coordinazione tra la mente e il corpo: in fondo un invito ad esplorare noi stessi seguendo ad un tempo criteri oggettivi e soggettivi, interiori ed esteriori. Da non perdere assolutamente l’istallazione ambientale creata da Gormely nella sala del Teatro dei Leggieri e composta da 21 chilometri di fune elastica, tesa tra il pavimento e il soffitto, a creare una sorta di foresta a più piani dimensionali in cui l’attraversamento è d’obbligo.
Antony Gormley Co-ordinate
Subodh Gupta In This Vessel Lies The Philosopher’s Stone
Alejandro Campins Declaración Pública
13 maggio – 28 agosto 2017
Galleria Continua
Via del Castello 11, San Gimignano (SI)
Info: +39 0577 943134
info@galleriacontinua.com
www.galleriacontinua.com