ROMA | La Galleria delle Arti | Fino al 14 marzo 2025
di FRANCESCO LIGGIERI
C’è qualcosa di incredibilmente interessante, per non dire emozionante nelle stratificazioni. Se ci pensate alle pagine di un libro, agli strati di vernice su un muro antico, alle tracce di vite sovrapposte che emergono da una città come Roma. E ora immaginate questa stessa idea trasposta sulla tela, trasformata in arte. È ciò che accade con Stratificazioni, la nuova personale di Cecilia Bellini alias Graphite, negli spazi de La Galleria delle Arti di Roma.
Graphite non dipinge semplicemente; disegna mappe dell’interiorità umana, dove ogni tratto e ogni colore raccontano storie che si sovrappongono, proprio come gli strati delle emozioni, dei ricordi e delle scelte che definiscono la nostra esistenza. In questo senso, la sua arte è una danza tra apparenza e verità, tra il caos della memoria e la ricerca dell’essenziale.
La mostra, inaugurata il 30 gennaio 2025, invita lo spettatore a intraprendere un viaggio visivo che parte dalla superficie per giungere alla radice più profonda delle cose. Qui le linee si intersecano, i colori esplodono o si dissolvono, creando trame che sembrano fragili ma allo stesso tempo potenti, quasi a rappresentare quel costante equilibrio tra vulnerabilità e intensità che è la cifra stilistica dell’artista.
La biografia di Graphite sembra essa stessa un processo di stratificazione creativa. E qui la storia inizia: cresciuta in un ambiente familiare animato da architetti, giornalisti e pittori, Cecilia ha sviluppato sin da giovane un linguaggio espressivo personale, affinato con passione e dedizione. Pur avendo frequentato la facoltà di Architettura, ha seguito il richiamo della propria vocazione artistica diplomandosi alla Scuola Internazionale di Comics a Roma. Questo percorso le ha permesso di esplorare tecniche e linguaggi visivi sempre nuovi.
Ciò che emerge forte e chiaro del suo lavoro è la capacità di rendere tangibili emozioni che spesso sfuggono alla narrazione visiva. Le sue opere non raccontano solo ciò che è visibile, ma evocano ciò che si cela sotto la superficie. Questo approccio si riflette non solo nelle sue esposizioni a Montecarlo e nei murales commissionati, ma anche nella selezione di una sua opera come simbolo per il progetto WE RESTART, un riconoscimento significativo del suo impatto creativo.
L’esposizione Stratificazioni sembra anche essere una sintesi perfetta tra l’arte tradizionale e il desiderio di rendere l’arte accessibile al quotidiano.
Ne è esempio il brand 140 COTON, fondato dall’artista nel 2021, che trasferisce le sue opere su t-shirt uniche, trasformando ogni indumento in un pezzo d’arte vivente. Questa mostra aiuta ad osservare l’arte, ed anche a viverla. Nel senso più pulito del termine ecco.
A lasciarsi avvolgere dalle storie che ogni strato racconta e a riflettere su come le nostre esperienze personali, come linee e colori, si intreccino per creare la nostra identità unica.
Graphite. Stratificazioni
30 gennaio – 14 marzo 2025
Galleria delle Arti
via dei Sabelli 2, Roma
Orari: da venerdì a domenica dalle ore 18.00/22.00 e su appuntamento