MILANO | Ex Magazzini Raccordati | Fino all’11 aprile 2025
MILANO | Galleria Lia Rumma | Fino all’8 maggio 2025
di MATTEO GALBIATI
Forse ci serve davvero la forza espressiva degli artisti che, attraverso la disarmante chiarezza delle loro opere, riescono ad aprirci gli occhi su quegli orizzonti di riflessioni che nessuna verità incarnata nella storia – presente o passata – sa, allo stesso modo, raggiungerci, dirci e toccarci così tanto nel profondo. Del resto, oggi soprattutto, la realtà delle cose vissute spesso è esperienza che si cerca, secondo convenienza o opportunità, di dimenticare o nascondere, allontanando da noi quello che non vogliamo affrontare; peggio, ci siamo abituati a tal punto al male, da subirne ogni tipo di degenerazione e derive. La quotidiana recrudescenza sta addirittura portando al progressivo e inarrestabile declino del bene, all’esilio doloroso del bello e all’assottigliamento dei loro valori.

Paradiso, 2025, installation views Courtesy the artist and Galleria Lia Rumma, Milan/Naples Photo credit: Marco Dapino
Chi tra gli artisti si è sempre speso in una ricerca in cui l’impegno “civile” è cuore pulsante e anima viva del suo lavoro, è Gian Maria Tosatti che ritroviamo nuovamente attivo a Milano, a due anni di distanza dalla sua ultima personale in città che si era tenuta al Pirelli HangarBicocca. Abbiamo sempre apprezzato la sua capacità di essere dentro al (nostro) tempo e di prodursi in opere che sono poetici dispositivi capaci di riconsegnare l’impegno al nostro sguardo, lambendo quel doversi sentire coinvolti perché, in misura inspiegabile, si è toccati nel profondo.
La macchina complessa del pensiero di Tosatti, in questa occasione, lo vede attivo su due distinti fronti in altrettante diverse mostre simultanee, parallele e concatenate, che, riflesse una nell’altra, sono due capitoli del medesimo racconto. Con Paradiso, agli Ex Magazzini Raccordati e Es brent!, alla Galleria Lia Rumma, torna a stimolarci attivamente proprio con la carica intensissima di quella potente visionarietà distopica di cui è capace ed efficace interprete. Agendo tra quanto accade ora e quanto è già successo, tra allucinante presagio di un incipiente accadere e il risultato postumo di un fatto trascorso, Tosatti ci fa muovere nel limbo tremendo della nostra coscienza. Ci parla attraverso quel disagio e quell’abbandono che, insorgendo con vibrante e spontanea veridicità, respiriamo, proviamo e di cui sentiamo di essere ostaggi.

Paradiso, 2025, installation views Courtesy the artist and Galleria Lia Rumma, Milan/Naples Photo credit: Marco Dapino
Nei due luoghi percepiamo una carica tensiva di diversa natura e se in una sta lentamente avvenendo qualcosa di impensabile nella sublime vertigine dell’empireo, nell’altra la tragedia ormai prossima veste toni più umanamente terreni e circostanziati.
Senza essere soverchiato dalla grandezza imponente dei 3000 metri quadrati dello spazio degli Ex Magazzini Raccordati – persino quasi estremo – e accettando il suo stato di abbandono, interagisce con la peculiare monumentalità che qui incontra, conquistandola con una successione di opere che sottolineano l’urgenza di un nostro impegno, di quella presa di posizione rispetto al decadimento da cui siamo circondati. Il paradiso perduto di Tosatti è proiettato in sette sale che diventano ciascuna l’incubatrice dell’azione lenta della corrosione parossistica che consuma la nostra società e i suoi valori. Sette sfere celesti che si spezzano, si disarticolano dalla loro perfezione e affondano nel sudiciume di una apocalittica non curanza.

Es Brent!, 2025, installation views Courtesy of the artist and Galleria Lia Rumma, Milan/Naples Photo credit: Marco Dapino
Difficile salvare quanto, datoci come opera, è riconoscibile come tale e, poco a poco, si comprende allora di essere sull’orlo dell’abisso della catastrofe. Non per nulla, si lambiscono quei binari che, in tempi che pensavamo non potersi ripetere, hanno condotto anime innocenti di uomini e donne come noi al martirio del loro Olocausto. Un baratro che incombe su di noi e che dobbiamo annientare prima che, diversamente certo, possa accadere di nuovo il ripetersi di quella violenza i cui segni qui già affiorano.
Può sembrare tutto estremamente aspro e severo, ma Tosatti incide con la sua poesia senza mai aprire il sipario del teatro del tragico e, sempre lontanissimo dalla retorica della circostanza, ammette un impegno tangibile per il cambiamento. Quello che ci dà è la sensazione spettrale di una testimonianza irrevocabile, vero ultimo richiamo possibile alla nostra azione diretta per una tangibile inversione di rotta.

Es Brent!, 2025, installation views Courtesy of the artist and Galleria Lia Rumma, Milan/Naples Photo credit: Marco Dapino
Uno sfaldamento lacerante lo percepiamo in misura ancor più intima, quasi personale, nella mostra alla Galleria Lia Rumma dove si prosegue la metafora narrativa del nostro presente: rispecchiando differentemente quei valori perduti, ritroviamo la desolazione solitaria dello svuotamento interiore della nostra società. Es brent!, titolo derivato da una canzone yiddish del 1938, vuole rivolgersi a chi silenziosamente e inerme guarda il compiersi di un disastro pensando che, in un modo o nell’altro, non possa riguardarlo o lambirlo. Tosatti ci parla del potere, delle sue derive, dei danni collaterali che compie, delle ipocrisie dei suoi silenzi: hanno un senso allora le decodifiche che ci sorgono ovvie davanti alla monumentale scritta luminosa trauma la cui ultima lettera funziona ad intermittenza, quasi non volesse palesare il senso della parola che si compie; hanno una traduzione certa le bandiere bianche semitrasparenti, dove le identità di popoli e culture sono ormai sbiaditi e non rappresentano più alcun valore. Tutto qui ci porta all’esitante incertezza, all’insolvenza dei nostri dubbi esistenziali più reconditi.

Es Brent!, 2025, installation views Courtesy of the artist and Galleria Lia Rumma, Milan/Naples Photo credit: Marco Dapino
Tosatti racconta, da una parte, la crudeltà evidente di un mondo che non sa vedersi dentro e, dopo averci portati nelle bolgie di un paradiso perduto, dall’altra, ci fa aprire gli occhi, ci fa vedere l’incendio che divampa nel nostro oggi.
Sono due progetti di carattere, impegnati, seri, potenti nella loro destabilizzante grazia poetica; schietti nella loro evocazione, congiunti diventano il monito alla nostra indifferenza, in questo modo, con una lettura dura, ma efficace, Gian Maria Tosatti ricolloca la nostra identità di collettività umana nel tempo pieno della nostra epoca e, forse, già in quello del suo prossimo futuro.
Gian Maria Tosatti. Paradiso
con il patrocinio di Comune di Milano
prodotto Eco Contract+Eco Design e Brembo
progetto realizzato con la collaborazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera e del Politecnico di Milano
22 marzo – 11 aprile 2025
Ex Magazzini Raccordati
via Ferrante Aporti 15, Milano
Orario: tutti i giorni 11.00-17.00
Ingresso sentito a un massimo di 5 persone per volta
Gian Maria Tosatti. Es brent!
21 marzo – 8 maggio 2025
Galleria Lia Rumma
via Stilicone 19, Milano
Orario: 11.00-13:30 e 14.30-19.00; chiuso domenica e lunedì
Info: +39 02 29000101
info@liarumma.it
www.liarumma.it