BOLOGNA | Labs Contemporary Art | Fino al 5 aprile 2025
di IACOPO COTALINI
Il 18 gennaio ha inaugurato Observatorium presso Labs Contemporary Art di Bologna, una mostra personale di Elisabeth Scherffig a cura di Angela Madesani. La mostra racconta la poetica dell’artista tedesca – ormai milanese di adozione – attraverso una ventina di lavori, che tra installazioni e disegni apre una serie di riflessioni sullo spazio urbano e le architetture che lo vivono e attraversano.
Per Scherffig, lo spazio urbano assume quasi una connotazione organica e vitale di costante trasformazione, in cui lo sguardo dell’artista si fa testimone di questi cambiamenti attraverso il disegno, il calco e la scultura. A partire infatti dal titolo, Observatorium, Scherffig e Madesani intrecciano un panorama di sguardi e dettagli, di attimi sospesi tra una trasformazione urbana e un’altra in cui l’artista si imbatte e ai quali decide di dedicarsi.
In Untitled (1982), ad esempio, con segni precisi e meticolosi di china su carta Scherffig blocca nel tempo un momento del cantiere del Palazzetto dello Sport di Roma progettato da Nervi. Una grande torre occupa quasi interamente lo spazio: appoggiandosi a supporti che probabilmente scompariranno al termine del cantiere, la struttura rimane in bilico, quasi sospesa tra inizio e fine, in un attimo che si trasforma in una soglia eterna.

Elisabeth Scherffig, Untitled, 1982, china su carta, 70×50 cm
Allo stesso modo, lo sguardo di Scherffig è in grado di trasformare elementi, talvolta brutali, del paesaggio artificiale in qualcosa di altro, di più lontano, quasi onirico se vogliamo. Ne è un esempio Untitled (2017), in cui con l’imprimitura a torchio della foglia oro sulla carta l’artista ci pone di fronte a un palo della luce che ha trovato in una cava in Sicilia, nel trapanese. A prima vista, lo sguardo, abituato alle mappe incontrate precedentemente – Bologna (2013), ad esempio – cerca di riconoscere quali vie o strade ha di fronte in questa piccola distesa dorata di segni e campiture, per poi rendersi conto di essere in una semplice cava. Si crea così un cortocircuito di memoria e riconoscimento che mette in discussione il nostro concetto occidentale di eternità, veicolato per secoli dall’oro e dalla sua complessa simbologia.

Elisabeth Scherffig, Bologna, 2013, grafite su 3 strati di carta svedese, 134×140 cm
Questo cortocircuito visivo e concettuale si ritrova spesso nell’opera di Scherffig, grazie soprattutto al movimento del segno che porta lo sguardo ad avvicinarsi e allontanarsi per abbracciare la totalità dell’immagine. In Vitrea (2018) ad esempio con il pastello seppia l’artista descrive con tratti frammentati e mai volutamente continui il frangersi della luce su una vetrata. Il segno è interrotto proprio per restituire il movimento e la vibrazione della luce di quell’istante. Con la stessa cura e la stessa precisione, Scherffig con Untitled (2021) riempie tutto lo spazio della carta con pietre ammassate l’una sull’altra, in un horror vacui color seppia che valorizza e rende protagonista un oggetto del panorama urbano solitamente ignorato: il sanpietrino.
Nel lavoro di Scherffig, quindi, il disegno diventa uno strumento di analisi e traduzione di luoghi e soggetti marginali del paesaggio, sia urbano che vegetale, avvicinando due concetti spesso separati. I soggetti dell’artista tedesca diventano parte di uno stesso processo di trasformazione, mettendo sullo stesso piano l’essere umano con le sue creazioni e il paesaggio naturale con le sue evoluzioni.
Observatorium diventa quindi un’occasione per entrare nella mente dell’artista e guardare attraverso i suoi occhi e la sua ricerca, come ci suggeriscono i due volti posti al centro della sala. I calchi della testa dell’artista sono posti l’uno di fronte all’altro e, allo stesso tempo, guardano ciò che li circonda. Uno è realizzato in porcellana e ricoperto di foglia oro, mentre l’altro, leggerissimo, è costituito da un sottile strato di organza di seta. In entrambi i segni del calco sono visibili quasi a suggerire come si costituisce e si sviluppa il complesso sguardo analitico della Scherffig sulla realtà circostante.
Elisabeth Scherffig. Observatorium
A cura di Angela Madesani
18 gennaio – 5 aprile 2025
Labs Contemporary Art
Via Santo Stefano 38, Bologna
Info: +39 051 3512448 | Mob. +39 348 9325473
info@labsgallery.it
www.labsgallery.it